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Il Radicosauro delle Plaze di Marco Martalar - Lago di Santa Giustina - 2 scatti - Località Le Plaze - Trento - Trentino Alto Adige

Si immagina di passeggiare lungo le rive di un lago incantato, immerso nel silenzio della natura, quando all’improvviso appare davanti a te una creatura straordinaria: il Radicosauro. Esso è una meravigliosa opera d’arte nata dall’ingegno e dalla maestria di Marco Martalar, lo scultore dei boschi. Egli ha trasformato semplici radici raccolte dalle rive del lago in una presenza che incanta e affascina chiunque si avventuri lungo gli spazi verdi delle Plaze di Dermulo.  

Lago di Fimon - Arcugnano - Vicenza - Veneto

 Molto appagante la tranquillissima passeggiata attorno al lago. Circa cinque chilometri su stradina sterrata chiusa al traffico. Da compiere in un paio d'ore per gustare le luci, i colori, gli odori, l'acqua, le canne palustri, l'erba dei campi di questo che certamente è uno degli scorci più belli dei Monti Berici e del Veneto.

Il luogo è davvero affascinante e merita la visita in qualsiasi stagione dell'anno, anche (o forse soprattutto) in pieno inverno.
In estate vi sono diversi tratti alberati e comunque l'acqua è sempre un fattore di equilibrio termico. Molto bello è oziare nell'apposito spiazzo con il muretto sull'acqua, proprio vicino ai parcheggi (panchine, pescatori, cigni).
Trovandosi praticamente alla periferia della città di Vicenza, l'unico appunto può essere l'affollamento di persone a passeggio le domeniche (specie al pomeriggio) primaverili ed estive. Se si ama la solitudine già il sabato o, ancor meglio, nei giorni feriali fuori stagione si rischia di non trovare nessuno.
Molto consigliabile il giro della valle con la bicicletta, interessanti alcuni percorsi guidati studiati per la tecnica del nordic walking.
Lago di Fimon, residuo post-glaciale
Il lago di Fimon è un 'residuo glaciale' quaternario racchiuso nella 'Valle di Fimon' il cui unico sbocco sulla pianura è solamente nel breve tratto di congiunzione tra Santa Croce Bigolina e Lòngara, dove i depositi alluvionali hanno livellato il fondo della valletta alla grande pianura padana. La valle è sempre stata paludosa, ma già dall'età del bronzo iniziò ad essere frequentata ed abitata.
L'opera dell'uomo in epoca storica ha determinato un progressivo consolidamento degli strati torbosi ed il drastico ridimensionamento degli specchi lacustri, di cui il lago di Fimon è l'ultimo rimasto.
Nelle torbiere dei d'intorni sono stati trovati resti di animali, anche tropicali, e tracce di attività umane proto-storiche.
All'interno della valle è stato tracciato un interessante percorso archeologico.
Tutto attorno la teoria gobbosa dei Monti Berici, molto rigoglisi in questo versante, dona tratti di grande dolcezza ad un paesaggio con molti insediamenti umani e grandi distese di campi coltivati nel centro della valle, ancora di terreno molto torboso.

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